Gli zaini di tutti erano stati ben riempiti di felpe e giacche a vento leggere, perché lassù – al Tonale – la temperatura è bassa, ci hanno detto… Ma quando abbiamo lasciato le cabine e srotolato lo striscione di InSuperAbile per la foto di rito alla partenza ci siamo resi conto che il sole – “il mio amato sole” come ha detto Alessia – ci stava dando il benvenuto, non solo. Lo stesso sole ci ha accompagnato per tutta la tappa, anche quando, sopraffatti dalla stanchezza, speravamo che l’ombra venisse a farci compagnia e a darci un po’ di meritato refrigerio.
Ogni tappa di InSuperAbile è un’esperienza unica da raccontare. A volte perfino difficile da raccontare, perché è un mosaico di situazioni, emozioni, persone e sentimenti, non un semplice “andare di pellegrini”.
I ragazzi, le ragazze, gli accompagnatori, gli organizzatori che si mettono in cammino con la Staffetta dell’inclusione, fanno un “movimento” non solo con le proprie gambe e i propri piedi ma dentro se stessi.
Si parte insieme, assistenti, genitori, ragazzi e ragazze e poi ci si ritrova con al proprio fianco un nuovo amico di viaggio che in quel momento è lì vicino a te e aiutarti a fare quella salita faticosa o quella discesa sdrucciolevole.
E’ stato così anche oggi. Ci siamo “mischiati”, aspettati, recuperati e infine applauditi.
Questa prima tappa, di 21 km, è stata molto difficoltosa per i continui cambiamenti di dislivello, per il caldo e, forse anche perché semplicemente era la prima.