Stamattina abbiamo lasciato Pontevico, cittadina che abbiamo attraversato ieri, che all’interno del suo nome contiene un “ponte” e oggi, per una particolare coincidenza InSuperAbile la staffetta dell’inclusione ha raggiunto ed attraversato un ponte reale, quello delle barche a San Matteo delle Chiaviche.
Sia a Pontevico, dove l’amministrazione comunale ha creato un evento per il nostro passaggio, che oggi a San Matteo delle Chiaviche dove ci ha accolto l’assessora ai servizi sociali Mariagrazia Tripodo, Elisa Montanari la guida che ci ha raccontato “il ponte delle barche” e il territorio circostante, e alcuni rappresentanti delle associazioni locali.
Il ponte aveva anche aperto questa quarta edizione di InSuperAbile, quando il 28 agosto proprio a Ponte di Legno, era iniziata la nostra avventura.
Riflettere su queste tre coincidenze – linguistiche (Pontevico), materiali (il Ponte delle barche) e sia linguistiche che materiali (Ponte di Legno) ha incentrato il focus su un aspetto che per il progetto InSuperAbile è di fondamentale importanza.
Il ponte non è solo una parola o una costruzione, ma rappresenta l‘apertura verso gli altri, un modo per far incontrare le persone, per unire i territori, ma anche per superare le “barriere” idrogeologiche, come nel caso del fiume Oglio e le barriere mentali che troppe volte ancora ci impediscono di “riconoscerci”.
Proprio per queste considerazioni durante InSuperAbile, la prova fisica, seppur presente, lascia spesso il posto all’empatia e alla ricerca di quei rapporti umani che fanno da “ponte” universale per il gruppo, finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo e del traguardo finale.